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Colosseo, Fori Imperiali e Pantheon

Colosseo e Fori Imperiali (piccolo gruppo max. 10 persone)

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Parco archeologico del Colosseo. La denominazione moderna di “Parco Archeologico del Colosseo”, comprende una serie di aree archeologiche contigue, tra le più importanti dell’antichità romana: oltre all’anfiteatro Flavio (detto il Colosseo), l’area degli antichi fori (repubblicano e imperiali) e la residenza degli antichi imperatori sul colle Palatino, dove è posto anche un piccolo Antiquarium.

I fori. L’antico foro repubblicano occupa la valle che si stendeva ai piedi dei colli su cui sorgeva il nucleo più antico di Roma, nell’età del ferro (IX secolo) occupata da una necropoli e poi a partire dall’età regia (VII-VI secolo a.C.) regolarizzata e pavimentata, diventando la piazza, luogo di incontro e mercato, che con il passare del tempo assumerà una forma sempre più monumentalizzata.
Quando, alle soglie dell’epoca imperiale, Roma divenne la capitale di un territorio vastissimo, esteso su tutte le rive del mediterraneo, l’antica piazza non era più sufficiente per le necessità di un centro cosmopolita. Fu così che, a ridosso di quello repubblicano, nacquero i fori di Cesare, Augusto, Nerva (o Transitorio) e infine il foro di Traiano che, essendo esaurito lo spazio disponibile, fu realizzato sbancando la sella tra i colli del Campidoglio e del Quirinale.

Il Colosseo, iniziato dall’imperatore Vespasiano e inaugurato dal suo successore Tito nel 70 d.C., fu il primo anfiteatro stabile di Roma, destinato agli spettacoli gladiatori e ai combattimenti con le fiere; prima di allora tali spettacoli,  particolarmente graditi alla popolazione romana, si erano svolti sempre in strutture provvisorie. Il monumento fu realizzato nell’area occupata da un laghetto artificiale che l’imperatore Nerone aveva creato all’interno della Domus Aurea, il mastodontico palazzo imperiale, nato all’indomani del grande incendio di Roma, che i suoi successori progressivamente smantellarono. Proprio a una statua colossale di Nerone nelle vesti di Helios, fatta collocare da Adriano vicino all’edificio, deve il nome questo monumento. Il Colosseo, che aveva una capienza di 50.000 persone, svolse la sua funzione fino al 523 d.C., quando venne definitivamente abbandonato, diventando dopo di allora una cava di materiali. Gli spettacoli erano pubblici e gratuiti: le gradinate più basse erano riservate ai senatori, con la tribuna imperiale sul lato nord; seguivano quelle destinate all’ordine equestre e via via così fino ad arrivare alle classi più povere, che avevano accesso alle gradinate più alte. Alle donne era riservato un loggiato alla sommità della cavea, dal momento che a partire dall’imperatore Augusto era stata proibita la promiscuità durante gli spettacoli; al di sopra del loggiato vi era ancora una terrazza con solo posti in piedi per i più diseredati. L’edificio era anche fornito di un velario, ovvero di un enorme telo destinato a proteggere gli spettatori dal sole, che veniva issato sulle gradinate in caso di necessità da un’apposita squadra di marinai specializzati. Anche l’arena, originariamente coperta di assi lignee, era attrezzata con botole e passaggi coperti, che dovevano servire alla realizzazione di impianti scenici e scenografie utili ad impressionare e divertire il pubblico.

Palatino. Secondo la tradizione, sul Palatino sorgeva il nucleo più antico di Roma, con la capanna dove era vissuto il fondatore della città, Romolo. In effetti l’archeologia ha rivelato la presenza di fondi di capanne utilizzate tra l’VIII e il VII secolo, cui poi nel corso del tempo si sono sovrapposte abitazioni particolarmente lussuose, come la Casa dei Grifi (I sec.a.C.). Qui nel 36 a.C., anche per motivi propagandistici, decise di stabilirsi Augusto, che acquistò diverse case private preesistenti unendole e ristrutturandole a creare la sua nuova dimora (Casa di Livia e Casa di Augusto). Seguendo la scelta del primo imperatore, i suoi successori trasformarono il Palatino in una unica grande residenza (Domus Flavia e Domus Augustana), tanto che il termine italiano “palazzo” deriva proprio dal nome del colle.

Pantheon. Si tratta di uno degli edifici più integri che ci sia giunto dall’antichità romana. Il primo edificio, dedicato a tutti gli dei (questo il significato di Pantheon in greco), fu eretto da Agrippa, fraterno amico e genero di Augusto. Venne poi completamente riedificato, tra il 118 e il 125 d.C., dall’imperatore Adriano, che pare  intervenne personalmente anche nella sua progettazione, mantenendo tuttavia in facciata la precedente iscrizione dedicatoria. Ancora oggi conserva, seppure molto restaurata, l’originale porta bronzea e buona parte dell’apparato decorativo in marmi policromi preziosi di epoca imperiale. E’ diventato poi luogo di sepoltura di  importanti artisti (Raffaello, Baldassarre Peruzzi, Annibale Carracci) e infine dei re d’Italia, Vittorio Emanuele II e Umberto I.