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Villa Borghese

Galleria e Villa Borghese. Villa Borghese fu realizzata a partire dal 1606, immediatamente al di fuori dell’area urbana di Roma, per volontà del potente cardinale Scipione Borghese (1577-1633), nipote di papa Paolo V, quale luogo di ristoro e svago, cacce e ricevimenti, ma anche per accogliere la collezione di sculture antiche della famiglia e le consistenti opere d’arte di cui era appassionato e spregiudicato collezionista. Terminata nel 1633 la villa comprendeva una residenza  (il cosiddetto Casino) e un vastissimo parco ornato di fontane e statue antiche, diviso in tre “recinti” dedicati alle diverse attività: passeggiate, cacce, coltivazioni di fiori e frutti, ma solo ornamentali e di diletto.
Ristrutturata da Marcantonio IV Borghese a partire dal 1770, che ne arricchì gli interni di stucchi e pitture ad affresco, fu completamente spoliata delle numerose sculture antiche che la adornavano dal figlio di questi, Camillo Borghese, marito di Paolina Bonaparte, che fu indotto (o costretto) dal cognato Napoleone a venderle allo stato francese; a tutt’oggi infatti fanno parte dell’esposizione permanente del Louvre. Con la Restaurazione, tuttavia, nel 1816 Camillo volle procedere con il restauro della villa, sostituendo con altre le sculture vendute e legando tutte le opere contenute nella villa a un fidecommesso, in modo che nessuno in futuro potesse più disperdere questo importante patrimonio. Nel 1902 la famiglia Borghese vendette la proprietà allo Stato Italiano, che cedette il parco al Comune di Roma (l’odierno Parco di Villa Borghese) e trasformò la villa in museo (la Galleria Borghese). Punto di forza dell’esposizione, la presenza di numerosissime sculture antiche, spesso copie di epoca romana di capolavori dell’arte greca, ma anche di opere d’arte di Caravaggio e Bernini, di cui Scipione Borghese era stato estimatore e protettore.